È una questione di punti di vista

La batteria della macchina che si guasta, il cellulare che si rompe, la vacanza che salta perché ti ammali, una storia che improvvisamente finisce dopo che ci avevi investito sentimenti, tempo ed energia. Sia che si tratti di noiosi contrattempi, o di quelle che consideriamo vere e proprie catastrofi il risultato finale è lo stesso: tutto quello che non va secondo i nostri piani è da considerarsi una sfortuna.

L’ho pensato anche io per molto tempo, e ancora oggi ci sono dei momenti in cui faccio fatica a vedere il lato positivo di una situazione difficile, soprattutto se questa rischia di stravolgere i miei equilibri. Quando, per una misteriosa legge della natura, tutto va storto nello stesso momento, non è facile mantenere il morale alto e pensare positivo. Legge dell’attrazione o meno, ci sono situazioni oggettivamente difficili che richiedono coraggio, impegno, fatica, soprattutto quando vengono stravolti i nostri punti di riferimento.

Il famoso gioco di Pollyanna, che consiste nel trovare qualcosa di positivo in qualsiasi situazione, funziona davvero. A patto che non venga usato come salvagente di scorta, ovvero come effetto placebo, giusto per farci sentire temporaneamente meglio con noi stessi. È un po’ come dire, quando si viene lasciati, che in fin dei conti, sì, siamo fortunati perché tanto non ci meritava, e ci ha perso lui/lei. (Anche se sorge poi l’interrogativo sul perché visto che non ci meritava ci siamo stati tutto questo tempo).

Il lato positivo esiste in ogni cosa, ma solo se riusciamo a cogliere davvero il messaggio che un determinato evento ha per la nostra vita.

In quello che ci succede, così come nelle relazioni, non sono i contenuti a essere importanti, ma quello che riusciamo a sciogliere in noi attraverso quello che ci succede.

Io per esempio ho sempre fatto molta fatica a gestire i distacchi e le separazioni. E questo mi ha portato a rimanere in relazioni che mi depotenziavano, per la paura di affrontare il dolore. Fino a quando l’esterno mi ha obbligato volente o nolente a prendere delle decisioni che hanno cambiato la mia vita. Fu un momento terribile, in cui tutto era contro di me, e non riuscivo a vederci nulla di positivo in quello che mi stava succedendo. Ero sprofondata nel dispiacere e nello sconforto e percepivo un profondo senso di fallimento. Eppure in tutto quello che mi stava succedendo c’era una lezione importantissima che dovevo imparare, e che se sul momento non riuscivo a capire, in seguito ho compreso: dovevo imparare a lasciare andare, lavorare sul mio potere personale, e farmi carico della mia realizzazione.

Quello che è successo è servito a riportarmi sulla mia strada, quella che avevo per troppo tempo abbandonato.

Non in tutto quello che ci succede dobbiamo ovviamente trovare significati esistenziali profondi.

A volte si tratta semplicemente di trovare il lato positivo di quello che ci succede nella quotidianità, o di alleggerire un po’ il nostro modo di affrontare le cose. Tutto questo può aiutarci a gestire e vedere i contrattempi sotto un’altra luce e quindi a semplificarci la vita.

A causa di una brutta laringite lo scorso fine settimana ho dovuto rinunciare al mare. Ero letteralmente senza voce e sono rimasta a casa (e con il caldo di questi giorni non è il massimo). Alla fine è stata una fortuna: ho assaporato due giorni completi di silenzio, in totale pace, in cui ho avuto un sacco di tempo a disposizione per:

  • leggere quei libri che non ero riuscita a leggere
  • farmi delle belle dormite
  • accelerare il lavoro sul mio libro

 

Non tutto il male viene per nuocere. Tutto serve, tutto è necessario, tutto ha un perché. Ma le vere risposte sono dentro di noi, si tratta di imparare a farsi le domande giuste e di essere sinceri con se stessi.

4 commenti su “È una questione di punti di vista

  1. Grazie, questo articolo è molto profondo e tocca punti e pensieri strategici. Ne avevo bisogno. Sei bravissima. Lasciar andare e’ sempre stata la cosa più difficile per me perché sono testarda e compulsiva a volte. Mi ha fatto sentire meno sola
    Grazie Manuela!

  2. Concordo con quello che hai scritto, il problema principale penso che sia il “frattempo”…. prima che avvenga il cambiamento c’è questo lasso di tempo che ci farà sembrare che la luce non ci raggiunga più…Una volta superato il “frattempo” il varco si aprirà e si avrà la consapevolezza che potremmo divorarci la vita godendo di ciò che abbiamo e di quello che non ancora non conosciamo…

    1. Perciò concordo con la sempreverde frase “non tutto il male viene per…..”
      p.s. se però il signor “male” decidesse di starmi lontano io ne sarei ben lieta

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